Con l’apertura del Vertice G7 a Évian, in Francia, l’organizzazione internazionale ONE lancia un appello ai leader delle principali economie avanzate affinché rafforzino la risposta alle crisi globali, a partire dall’epidemia di Ebola in Africa centrale e dalle conseguenze economiche della guerra in Medio Oriente.

Secondo ONE, lo shock petrolifero provocato dal conflitto rischia di colpire in modo particolarmente duro molti Paesi africani, già esposti all’aumento dei prezzi dell’energia e dei generi alimentari. Una dinamica che potrebbe spingere milioni di persone ancora più in profondità nella fame e nella povertà.

“Se il G7 vuole mantenere la propria rilevanza, deve rispondere alle crisi del nostro tempo”, ha dichiarato Khalil Elouardighi, direttore di ONE in Francia. “Lo shock petrolifero sta colpendo l’Africa in modo particolarmente duro. Il G7 non deve permettere che milioni di persone paghino il prezzo di una guerra che non hanno causato”.

L’organizzazione chiede ai Paesi del G7 di mettere a disposizione finanziamenti d’emergenza per gli Stati più colpiti, in modo da attenuare l’impatto dell’aumento dei costi energetici e alimentari. ONE sollecita inoltre la riattivazione dell’iniziativa di sospensione del debito introdotta durante la pandemia di Covid-19 e invita i leader del G7 a chiedere alle istituzioni finanziarie internazionali nuove soluzioni di ristrutturazione del debito per i Paesi a basso reddito maggiormente esposti allo shock.

Accanto alla dimensione economica, ONE richiama l’attenzione anche sull’epidemia di Ebola in Africa centrale, chiedendo un rafforzamento degli investimenti nella sicurezza sanitaria globale. “Ebola ci ricorda che le malattie non rispettano i confini”, ha affermato Elouardighi. “Ridurre la spesa per la salute globale significa esporsi al rischio della prossima crisi”.

Crollano gli aiuti allo sviluppo, ONE lancia l’allarme: a rischio salute, sicurezza e prosperità globale

Per il direttore di ONE in Francia, il tema non riguarda soltanto i Paesi colpiti direttamente dall’epidemia, ma anche l’interesse strategico delle economie del G7. “Quante epidemie di Ebola saranno necessarie prima di capire che investire nella salute globale è nel nostro stesso interesse?”, ha aggiunto, chiedendo ai leader di “tornare ad aumentare, non a ridurre, gli investimenti nella salute e nella cooperazione allo sviluppo”.

Tra le priorità indicate dall’organizzazione ci sono il rafforzamento dei sistemi sanitari negli Stati fragili e un maggiore sostegno a istituzioni multilaterali come Gavi, l’Alleanza per i Vaccini, e il Fondo Globale per la lotta contro l’Aids, la tubercolosi e la malaria. Secondo ONE, entrambe svolgono un ruolo cruciale anche nel contenimento dell’attuale epidemia di Ebola in Africa centrale.

L’appello arriva mentre ONE segnala un forte calo dell’assistenza allo sviluppo destinata all’Africa da parte dei Paesi del G7. Per l’organizzazione, il vertice di Évian rappresenta dunque un banco di prova politico: dimostrare che il G7 è ancora in grado di rispondere alle crisi globali non solo con dichiarazioni di principio, ma con risorse finanziarie, strumenti di sollievo dal debito e investimenti strutturali nella salute globale.

[a cura di Simone Cantarini]

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